Serifos

Di Ornella Sciortino.

Sono stata a Serifos nell’ agosto 2015. La scelta di questa isola è nata dalla comodità di volare su Atene e di prendere poi un traghetto senza fare tante ore di traversata. Serifos mi è rimasta nel cuore per il colore dell’isola (rosso) e per il suo fascino mitologico e soprattutto storico.

Il nome di Serifos, significa arido e sterile, ma l’isola è stata a lungo soprannominata “l’isola dell’amore”. L’isola è infatti il luogo dove Perseo, insieme a sua madre Danae, trovò rifugio dall’ira di Acrisio. Mitico eroe greco, già noto ad Omero ed Esiodo, figlio di Zeus e di Danae, appena nato, Perseo, secondo la leggenda, fu gettato in mare dentro una cassa, assieme alla madre, dal nonno Acrisio, re di Argo, a cui un oracolo aveva predetto che sarebbe morto per mano del nipote.

La cassa, spinta dai venti, approdò nell’isola di Serifos, dove Danae fu fatta schiava e Perseo fu allevato dal re dell’isola. Nell’Odissea, invece, l’isola di Serifos è la terra dove si compì l’inganno di Ulisse a Polifemo. Ancora oggi sono visibili i resti delle mura ciclopiche appena fuori dalla baia di Koutalas.

Nella storia più recente, invece, con lo sfruttamento del suo sottosuolo ricco di ferro dagli imprenditori stranieri, Serifos ritornò a fiorire alla fine del 1800. A Mega Livadi il quartier generale dell’industria mineraria è ancora visibile con un esempio di eccelente costruzione dell’architettura neoclassica. Dopo grandi scontri tra i minatori e la polizia nel 1915 venne firmato il contratto che prevedeva l’occupazione dei lavoratori per 8 ore al giorno e venne fondata l’associazione minatori da Serfiotis e Speras.

Tutta l’isola mostra ancora i resti di questo passato minerario, i pontili, i carrelli e il colore stesso della terra. La terra rossa ricca di ferro è brullissima e contrasta con la bellezza del mare!

Le spiagge: Ganema molto grande con acqua bellissima. Agios Sostis con bellissima vista con una grande chiesa, Psili Ammos con sabbia caraibica e distesa di gigli, Koutalas per la quiete grecissima, il gioiellino Platis Gialos e la comodissima Livadakia raggiungibile a piedi da Livadi. Molte con ombra naturale data dalle tamerici, quasi tutte spartanissime.

Chora bellissima, vista da sotto, e da sopra vista sul Porto di Livadi animato e gradevolissimo. L’isola è piccola e ci si muove a piedi, in bus (servizio discreto per raggiungere gran parte dell’isola) o in auto. Livadi, il porto principale è gradevolissima ed è della grandezza ideale, piena di taverne e locali! Un servizio bus collega molto bene il porto con la Chora.

A Serifos per la prima volta in un’isola greca abbiamo scelto un hotel perché gli studios erano pochi e cari. E adesso apro una parentesi, il 2015 era l’ anno della grossa crisi greca, era appena stato eletto Tsipras in un periodo in cui la Grecia rischiava di uscire dall’Unione europea, i greci avevano i prelievi contingentati, per questo motivo molti greci avevano rinunciato alle vacanze e molti europei avevano qualche timore a scegliere la Grecia come meta delle vacanze.

Ritornando all’hotel Naias…alla fine della vacanza vollero premiarci perché eravamo stati i secondi e ultimi ospiti italiani in un periodo appunto molto critico regalandoci tutte le colazioni fatte in albergo!! Un regalo molto apprezzato!!

E un altro bel regalo ce lo fece il Meltemi, il vento delle cicladi che quell’anno risparmiò l’isola a parte pochi giorni. A Serifos penso senza dubbio di aver mangiato lo yogurt più buono in assoluto di tutta la Grecia!

Insomma Serifos mi è rimasta nel cuore per il rosso della terra, per i pontili delle miniere, per la grandezza dell’isola facile quindi da visitare, per le tamerici generose, insostituibili ombrelloni naturali, per la simpatia e il cuore generoso dei suoi abitanti.

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