La mia prima volta – Corfù 1993

Di Maria Russo

Ho dovuto scavare parecchio nei cassetti della memoria (l’età avanza purtroppo), per ripercorrere il primo viaggio in Grecia nel lontano 1993, avevo solo 19 anni (AIUTOOO)!!
Premetto che fa parte della mia vecchia vita (non me ne voglia mio marito Max).
Agosto ‘93
Parto con il mio fidanzato, da Napoli per Brindisi…emozionata per il mio primo viaggio fuori dall’Italia, direzione Corfù. Si parte di sera  con una “nave” vecchia e arrugginita, una cabina, che dopo più di 27 anni ricordo ancora mal volentieri.
Avevo messo la sveglia per paura di non svegliarmi in tempo (macchè, avrò dormito al massimo un paio d’ore per colpa dei rumori di quel catorcio e per il mal di mare). Alle 5,30 ore italiane suona una sirena, che in quel silenzio, mi fa balzare fuori dalla cabina in un nanosecondo; ho pensato “Ecco stiamo affondando” ma era solo il segnale acustico che ci avvisava dell’arrivo al porto di Corfù e che dovevamo lasciare le cabine: mea culpa…non avevo calcolato il fuso orario…in Grecia erano le 6:30.
Attraccati, scendo senza neanche aspettare che il mio fidanzato prendesse l’auto, contenta di aver toccato terra più di Cristoforo Colombo.
Inizia il nostro viaggio direzione Barbati  dove avevamo prenotato l’ alloggio, passando per il lungomare iniziavo a vedere le spiagge, prima Gouvia poi Dassia, Ipsos che a quell’ora del mattino erano stupende e deserte.
Guidati dal TomTom arriviamo all’Hotel o meglio…vediamo il cartello con la scritta Pantokrator, ma dietro di esso c’era solo uno scheletro di cemento…ALTRO SPAVENTO!!
Il primo pensiero è stato “OK dormiremo in auto o in tenda sulla spiaggia per una settimana”; poi abbiamo deciso di proseguire in auto…sali, sali, sali e come per miraggio ci troviamo davanti un grande complesso: eravamo salvi!
Alla reception ci accoglie una sorridente signora dai capelli grigi, ci consegna le chiavi dell’alloggio (erano tutti mini-appartamenti), peccato che il nostro si trovasse moooolto in alto, quasi ai piedi del monte Pantokrator ed il mare si vedesse in lontananza. Svuotiamo le valige, indossiamo i costumi e giù finalmente in spiaggia.
Avevamo sognato quel mare, quel tuffo per un anno intero…Dopo le 13  la spiaggia inizia ad affollarsi, non solo di persone, ma anche di vespe (altro che Antisamos…). Noi, con i nostri panini con tonno e pomodoro abbiamo iniziato a danzare come due ballerini alla prima lezione di sirtaki…fino a trovarci a mangiare in acqua.
Verso sera si torna in camera, peccato che la macchina sulla salita inizia a fare i capricci, eppure a quei tempi non pesavo tanto.
Arrivati finalmente su, decido di andare dalla dolce signora dai capelli grigi e con il mio inglese maccheronico le chiedo se poteva cambiarci la camera con una più in basso perché la nostra “car” faceva “TO-TO-TO-TO” imitando la salita!! Non so come abbia fatto a capirmi, ma dopo poco ci ha assegnato una camera quasi su strada.
Una bella dormita e al mattino aprendo la finestra, ho capito finalmente di essere in Grecia…profumi e colori che mi hanno fatto innamorare di quest’isola. Camminando per la città vecchia o visitando l’Akilleion Palace (il Palazzo di Sissi) vieni catapultato nel passato, non puoi fare a meno di pensare alla bellezza delle Dee, all’imponenza delle statue greche maschili, insomma sono convinta che la nostra esistenza abbia avuto inizio da questa terra.
In quella settimana ho imparato le prime parole greche: kalimera, kalispera, efharisto, anche malaka  che è meglio non dire a nessuno.
Mi sono sentita ricca quando, cambiando in dracme 300 mila delle vecchie lire mi hanno dato tante di quelle banconote e monete che non entravano nel portafogli.
Abbiamo mangiato pesce fresco pescato col retino direttamente dalle vasche nelle taberne sulla spiaggia di Ipsos ad un prezzo veramente basso, ho assaggiato per la prima volta la Moussaka, e solo da poco ho scoperto che si dice il Moussaka. Ho visto la bellissima spiaggia di Paleokastritsa, dove abbiamo preso anche una multa per il parcheggio
(giusto per non farci mancare nulla), le piccole baiette di Sidari, Il Canal d’Amour a nord dell’isola e il bellissimo monastero di Vlachèrna, la chiesetta più fotografata della Grecia a pochi km dalla città vecchia Kerkyra. Insomma, come battesimo non potevo scegliere di meglio.
A Corfù sono tornata ancora nel ’97 e nel 2013, l’ultima volta trovata molto cambiata; però a Barbati c’è sempre il Pantokrator, ora è un bellissimo albergo, i locali di Ipsos sono sempre pieni di ragazzi con bicchieri di birra ghiacchiati e di mojito, si mangia sempre dell’ottimo pesce fresco, ma nel cuore porterò sempre la Kerkyra del 1993.
Di Grecia non ci si stanca mai:
Corfù e il suo stile veneziano
Rodi con la baia di Anthony Quinn 
Santorini e i suoi tramonti 
la Mitica Atene 
Creta e le sue bellissime spiagge…e LEI, la stupenda Cefalonia  che da due anni allieta le nostre vacanze. Ormai fa parte di me, della mia nuova vita e dopo Ianos ho capito che sarà ancora la méta dei nostri prossimi viaggi, anche se di questa meravigliosa terra mancano ancora tanti posti da visitare.
Come ha scritto Loick Peyron “il più bel viaggio è quello che non è stato ancora fatto”…l’importante è che sia fatto in Grecia, aggiungo io. 
Cliccando sul BAN sottostante, verrete reindirizzati al post sul gruppo facebook in cui potrete leggere i commenti e vedere tutte le foto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *